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Attivita' della terza lezione- 1.Teatro Alfonso RendanoModifica

Il teatro comunale della citta' di Cosenza è dedicato al pianista Alfonso Rendano.

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Alfonso Rendano

Per quanto riguarda egli, e' poco conosciuto in Italia, ancor meno in Calabria che pur gli ha dedicato il suo principale a Cosenza, Alfonso Rendano fu uno dei musicisti piu' significativi della tradizione tardo-romantica sviluppatasi fra la la seconda meta' dell'Ottocento e i primi anni del Novecento. Compositore versatile e originale, fu anche uno straordinario pianista, esponente della grande scuola pianistica napoletana, ispirata dal concertista internazionale Sigismondo Thalberg, che fu anche insigne didatta e scopritore di talenti.


IL TEATRO

Teatro di tradizione A. Rendano

Costruito dal Comune, su progetto dell'architetto Zumpano, nel 1887, fu completato nel 1909 ed inaugurato il 20 novembre dello stesso anno con la rappresentazione dell'Aida di Giuseppe Verdi. Di stile neoclassico ottocentesco, con tre ordini di palchi, spiccavano belle decorazioni pittoriche e in stucco, in particolare sul soffitto, realizzato dal pittore cosentino Enrico Salfi. Nel 1943, una bomba destinata al vicino castello svevo, colpì in pieno il teatro distruggendone il soffitto e danneggiando gravemente tutte le suppellettili. [1][2]Interno del teatroI lavori di ricostruzione iniziarono nel 1953 e nel 1966 venne nuovamente inaugurato con una rappresentazione dell'Aida, come per la prima inaugurazione. Nel 1976 venne riconosciuto Teatro di Tradizione per l'intensa attività sostenuta dal teatro. Tra le parti originali ricordiamo Il sipario storico, dipinto dal napoletano Paolo Vetri nel 1901, e che si conserva ancora oggi, che illustra l'arrivo a Cosenza, nel 1433, del duca di Calabria Luigi III d'Angiò e di sua moglie Margherita di Savoia. Nel 2002-2003 venne nuovamente restaurato e oggi può vantare un'eccezionale varietà artistica.



COME ARRIVARE

Piazza XV Marzo - 87100 , Cosenza

Aeroporto di Lamezia Terme - km 75 / collegamenti con treni, bus, taxi

Aeroporto di Crotone: pullman diretto per Cosenza, treno per Sibari/Taranto, treno per Cosenza

Ferrovie dello Stato - diretto o cambio stazione di Paola

Autostrada A3 uscite - Cosenza nord - Cosenza sud (km 520 sud di Roma)



LA FACCIATA

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Teatro A.Rendano







Progettata nel 1877 dall'architetto Nicola Zumpano, segue lo stile neoclassico con qualche richiamo al barocco, denota un bel prospetto e si pone all'attenzione den pubblico come un edificio de grand'eleganza che crea una piacevole armonia visiva con le strutture, i palazzi e il paesaggio circostante. Molti furono gli interventi di restauro, di recupero e d'adeguamento eseguiti sul teatro, ma la facciata e' rimasta immulata rispetto al disegno originale del 1877.

L'edificio rispecchia i canoni costruttivi dei teatri Ottocenteschi. La sua facciata e' simile a quella della "Scala" di Milano, con la sostanziale differenza che sul pronao della "Scala" i tre finestroni sono accompagnati da un grande terrazzo, inoltre, il teatro lombardo e' piu' alto e e', naturalmente, piu' maestoso.

La facciata di colore "marrone ruggine" presenta delle decorazioni imperiali, poiche' il teatro fu costruito sotto il regno dei Savoia.

L'accesso al portico e' permesso da una rampa di scale in marmo di Carrara. Il portico, composto da cinque archi a tutto sesto e' caratteristico dei teatri ottocenteschi e nelle serate di gala, funge da parcheggio, per le automobili (o nell'800 per i carri) delle autorita' o degli artisti piu' illustri. Sul portico sono stati concepiti tre finestroni con la funzione di illuminare il ridotto del teatro, questi ultimi sono distanziati da una serie di colonne a muro ioniche.

Il neoclassico, in quest'edificio, riprende le eleganti forme appartenenti all'antica Grecia.

Analizzando i tre stili dominanti dei capitelli greci (dorico, ionico, corinzio), si puo' dedurre che quello Ionico e' il piu' adatto per un teatro. Lo stile Ionico, infatti, rappresenta la grazia femminile, da cui deriva: 1.l'armonia, 2.la leggerezza, 3.l'eleganza e 4.la grazia recitativa.

Sopra i tre finestroni, trovano spazio, dei fregi raffiguranti intrecci di strumenti musicali, che rappresentano: a sinistra una Lira e un Violino, a destra una maschere e una tromba, al centro un violino e un bassotuba.

La facciata si erge verso il cielo con cori neoclassici che circondano un grande stemma Comunale.



LA SALA

Il teatro "A. Rendano" presenta una splendida sala a tre ordini di palchi fornita di un'ottima acustica.Completamente distrutta dalle incursioni belliche del 1943, e' stata riportata agli antichi splendori grazie alla quasi fedele ricostruzione compiuta dal 1960 al 1966.

Con la ricostruzione, la struttura della sala e' rimasta pressappoco invariata, mentre e' completamente cambiato lo stile.Secondo il progetto iniziale, la sala, ricca e fastosa, era stata concepita seguendo lo stile barroco; i palchi "chiusi" erano ornati con fronzoli e fregi in oro; la sala essendo stata costruita sotto il regno dei Savoia, fu decorata con maestosi simboli imperiali.

Il soffitto della sala fu pitturato dal Veltri con un'opera d'arte e il pavimento in legno determinava una percezione acustica quasi perfetta. Nel'66 la sala fu ricostruita rispettando la sistemazione iniziale ma mutandone lo stile. Si preferi puntare su motivi neoclassici, piu' economici e leggeri. Fu costruita la galleria e per migliorare la visibilita', i palchi furono separati con muri di respiro. La decorazione della sala fu affidata ad E. Salfi che la orno' con eleganti stucchi dorati.

L'ampio arco scenico a bassorilievo, sostenuto da quattro colonne inserite tra i palchi di proscenio, fu ricostruito seguendo quasi fedelmente il progetto del 1877 con ammodernamenti di natura tecnica, e fu decorato con simboli rappresentati la grazia artistica. Sei muse sono scolpite in cornici rettangolari, due coppie di maschere apotropaiche (una che piange ed una che ride) rappresentanti la comedia e la tragedia sono rivolte verso il pubblico, infine angeli e puttini portano allori verso il centro del palco. L'arco e' retto da capitelli corinzi, che evidenziano la differenza stilistica della sala attuale rispetto a quella originaria.

Il Corinzio e' l'ordine di massima magnificenza, che simboleggia, con le sue complesse decorazioni, la ricchezza e la maestosita': caratteri tipici dello stile barocco.

La riquadratura den palcoscenico, e' stata realizzata con un ampio panneggio in velluto e drappeggi in cotone ed oro. Il sipario di velluto riccamente drappeggiato doveva essere articolato su quattro movimenti (alla francese, alla tedesca, alla greca ed all'italiana), ma l'unica apertura funzionante e' quella all'italiana.

Il soffitto, e' "la grande incompiuta" del teatro. Il progetto del '67 prevedeva che come copertura della sala fosse realizzata un'opera d'arte, ma per mancanza di fondi, il soffitto fu rivestito con pannelli acustici d'alluminio, raffiguranti nuvole con sullo sfondo un cielo sereno. L'opera d'arte non fu mai realizzata e la copertura attuale si sposa poco con il resto della sala.

Una scaletta sospesa sulla fossa orchestrale collega la platea al palcoscenico, mentre una balaustra di stucchi dorati divide la sala dal golfo mistico (ricavato ad un livello inferiore).

Il pavimento e' rivestito da moquette rossa che s'intona bene alle poltrone ed ai velluti della sala. La sostituzione, del pavimento in legno originario con la moquette, ha determinato un peggioramento delle condizioni acustiche.



IL FOYER

La pianta originale del 1877 della sala d'ingresso e' rimasta pressappoco invariata dopo i lavori di ricostruzione effettuati nel 1967.

L'accesso all'ampio foyer e' permesso da un portone con apertura a ventaglio. In questa zona la sistemazione dei vari locali e' stata cambiata piu' di una volta.

Nel 1967 il bar occupava l'area attualmente assegnata alla biglietteria, alla quale fu fissata la sala che oggi e' riservata al guardaroba, la zona destinata al servizio bar ospitava il salotto de rappresentanza, il quale occupa oggi uno spazio destinato inizialmente al guardaroba.

Nel 1967 con i lavori di ricostruzione e' variato lo stile: si e' passati da ricchi motivi barocchi a caratteri neoclassici piu' leggeri.

Abbiamo trovato le nostre informazioni su questi siti:

www.teatrorendano.it

it.wikipedia.org/wiki/Teatro_di_tradizione_Alfonso_Rendano